C’era una volta una bambina di nome di Giulia, che stava sempre attenta a tutto ciò che vedeva perché era curiosa di scoprire come funzionavano le cose del mondo. Un giorno trovò un seme e decise di seppellirlo sotto terra per vedere quale fiore sarebbe nato.
Giulia stava lì, vicino a quel mucchietto di terra: il tempo passava, lei guardava ma le sembrava che non succedesse niente.
Un giorno passò di lì una tartaruga e le chiese: “Che cosa stai facendo sdraiata sull’erba come una lucertola?”
“Non sono una lucertola: sto solo aspettando che il mio seme fiorisca” spiegò Giulia.
“Uh! Spero che cresca un bel cespo di insalata così la potremo mangiare” disse la tartaruga che era sempre alla ricerca di erba fresca. “Ma io non voglio mangiare il mio fiore! Vai a cercarti l’insalata da qualche altra parte” rispose Giulia. Finalmente spuntò un germoglio verde dal seme e Giulia cominciò a tirarlo forte per farlo diventare grande.


“Ferma!” disse il sole: “Così lo strapperai e non crescerà più: devi aspettare che si allunghi da solo”.
“Non lo sapevo!” disse Giulia e smise subito di tirare il germoglio.
Passò di lì un cigno: “Che cosa fai lì sdraiata per terra a guardare quel germoglio?” chiese.
“Aspetto che il mio germoglio fiorisca” disse Giulia.
“Speriamo che diventi un papavero, così potremo usarlo per truccarci le guance” sospirò il cigno, che era molto vanitoso.
“Ma io non voglio usare il mio fiore per tingere le guance di nessuno! Vai via” disse Giulia seccata.
Passò il tempo e il sole disse: “Innaffia il tuo seme perché ha sete: oggi scotto molto”.
Mentre Giulia innaffiava passò di lì un grillo: “Che cosa innaffi?” chiese curioso.
“Il mio germoglio” rispose Giulia senza interrompersi. “Speriamo che sia un filo d’erba così ci farò un ombrello per ripararmi dalla pioggia” disse il grillo.
“Ma io non voglio fare un ombrello col mio fiore! Vai via” lo scacciò Giulia.
I giorni passarono e il sole disse: “Canta una canzone al tuo seme così germoglierà contento!” e Giulia cantò una canzone dolce e allegra per il suo fiore.


Un’ape che passava di lì domandò: “Perché canti al germoglio?” “Per farlo nascere contento!” rispose Giulia.
“Speriamo che sia un fiore della camomilla così lo usiamo per fare la tisana ai piccoli!” sospirò
l’ape, stanca di passare le sue notti sveglia.
“Ma io non voglio usare il mio fiore per fare una tisana!” si lamentò Giulia.
Giulia sperava tanto che dal seme nascesse una bella rosa rossa, alta e con i petali lucenti. Finalmente il fiore sbocciò; era piccolo e bianco, non era un papavero, non era un fiore della camomilla, non era insalata, non era un filo d’erba e non era nemmeno una rosa come sperava Giulia.

Era un fiore di fragola che salutò Giulia: “Ciao! Sei tu che mi hai coltivato e innaffiato e hai cantato per me?”
“Sì, sono io” rispose Giulia tutta felice.
“Sei stata brava” disse il fior di fragola: “Vedi, mi è spuntato anche un cuore rosso rosso per tutto l’amore che mi hai dato” e il fiore regalò a Giulia la sua fragola.

di Francesca Rossi

illustrazioni di Giulia Ferrarini

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